Gautier Gras è un personaggio straordinario, durante la pre-intervista, mi racconta che ad un certo punto della sua vita, si è lanciato nel vuoto e si è ritrovato insieme ai fricchettoni in India a mangiare vegano, fare yoga e meditazione e che questo è stato più che altro un modo di fuggire dalla cruda realtà.
Come tutti infatti, era abituato al cibo morto, ma dopo un’esperienza molto particolare, in cui ha avuto l’occasione di assaporare per la prima volta del cibo vero, pulito e nutriente, ha iniziato la sua incredibile ricerca e sperimentazione attraverso il proprio corpo: ha provato a vivere di luce, ad essere vegetariano e molto altro.
Oggi è un ragazzo molto consapevole che diffonde le sue scoperte personali attraverso il suo lavoro: “Provo a non contrastare l’attuale sistema di produzione, ma anche a non lasciare spazio a scuse. Non si può più rinunciare a piccoli cambiamenti irrifiutabili nel sistema produttivo.”
Dice di prenderci la responsabilità dei fattori che possiamo controllare, e come dargli torto?

La tua storia in breve e come è iniziato per te il risveglio della coscienza.
Sono nato a Parigi e mi sono trasferito negli Stati Uniti all’età di 13 anni con la mia famiglia e grazie a questo spostamento ho potuto rendermi conto che ci sono diversi modi di percepire il mondo, così è nata la mia curiosità rispetto ad altri modi di pensare.
Ma il vero cambiamento per me si è verificato durante un corso di sostenibilità in India: ho pranzato in una piccola azienda che produceva in modo naturale.
Appena terminato il pranzo mi sono sentito sveglio, percepivo la realtà in maniera più lucida, il mio cervello ed il mio corpo erano nutriti. Questa esperienza mi è rimasta stampata nell’anima perché sia attraverso il ragionamento logico che l’esperienza fisica ho capito  molto chiaramente l’importanza di questo approccio all’agricoltura.
Questa azienda ci avevano spiegato come sosteneva buone pratiche agricole come la non aratura, la concimazione con letame compostato, le consociazioni, il ritorno dei residui colturali in campo, ecc, promuoveva l’attività microbiologica nel suolo e quindi la disponibilità di nutrienti nelle piante. 
Negli anni seguenti, ho provato diete vegetariane e vegane ma ho messo alla prova il mio corpo in modo così estremo da trascinarmi fino alla decadenza fisica e mentale più totale.
Ho sofferto di depressione, stanchezza cronica, perdita di capelli, dolore alle ginocchia e tutte le altre articolazioni, difficoltà di respirazione dovuto al setto nasale bloccato e tutti questi sintomi sono drasticamente diminuiti con l’introduzione di grande quantità di alimenti di origine animale provenienti da aziende rispettose degli animali.
Dopo quasi 10 anni di ricerche in nutrizione, cultura alimentare, storia, ecologia ed agricoltura per me è diventato chiaro che il corpo umano per essere sano necessita di un’alimentazione proveniente da modelli di agricoltura rigenerativi/integrati e naturali, con processi di trasformazione e preparazione specifici (come per esempio la fermentazione) e con elevata quantità grassi saturi e di colesterolo, provenienti da alimenti di origine animale.

A cosa hai deciso di dedicare la tua vita, come e perché lo fai.
Da giovane mi sono reso conto che il mondo andava alla deriva e durante gli anni del liceo e dell’università cercavo di capire come potevo essere il più efficace possibile nel contribuire ad un mondo migliore. Quando ho scoperto l’agricoltura naturale e la permacultura ho capito che l’agricoltura è il fondamento della società e vedendo come fosse totalmente compromessa, ho deciso di dedicarmi allo studio dei sistemi di produzione rigenerativi.
Tre anni fa ho creato la mia micro-azienda/giardino, dove dimostro, su piccola scala, un sistema di produzione naturale ed integrato, puntando principalmente sulla coltivazione di piante esotiche come banana, moringa oleifera e papaya insieme alla propagazione di piante utili alla manutenzione della fertilità. Curo un piccolo orto ed ne sto attivando uno più grande. Produco anche concimi probiotici come compost e biostimolanti come gli idrolizzati di pesce (concime liquido a base di scarti di pesce).
Utilizzo il mio giardino come modello per trasmettere concetti di agricoltura naturale e diffondo questi argomenti attraverso dei corsi di formazione. Sostengo altre aziende attraverso l’attività di consulente tecnico e aiuto gli agricoltori/imprenditori a concepire alternative attualizzabili e redditizie.

Cosa pensi della propaganda vegana?
Per assicurare la continuazione della vendita dei suoi prodotti, l’industria dell’olio alimentare ha introdotto e promosso la teoria dei lipidi e demonizzato il suo competitor, i grassi animali, principalmente burro e strutto, dicendo che i grassi saturi ed il colesterolo erano la causa delle malattie cardiovascolari.
Negli anni 70 l’industria dell’olio alimentare ha inserito personaggi “di parte” in ruoli di potere come l’Associazione American del Cuore, Accademia Nazionale della Scienza, Associazione Medicale America, compromettendo la salute dei cittadini.
Progressivamente l’industria ha dominato tutti gli studi e i centri di ricerca degli Stati Uniti in modo da ottenere un consenso generale rispetto alla tesi che i grassi saturi ed il colesterolo sono dannosi per la salute.
Negli anni 80, grazie all’aumento delle malattie degenerative, tutta l’industria medicale e farmaceutica inizia a trarne beneficio.
L’attacco continua oggi facendo leva sul bisogno di essere cittadini responsabili e pacifici, di non contribuire alla violenza degli allevamenti intensivi e alla distruzione del pianeta e attraverso le scuse del cambiamento climatico, promosso anche da attori per professione come Leonardo DiCaprio.
Purtroppo gli allevatori sono stati costretti ad adottare tutti lo stesso modello di produzione, promosso da un sistema economico fraudolento e da un settore agricolo che promuove la monocoltura, il consumo di petrolio, agro-farmaci e concimi sintetici.
Esistono modelli di allevamenti rigenerativi, etici e responsabili per la salute ed il benessere dell’animale, ma questi non sono convenienti per le industrie, ed hanno bisogno di essere promossi e sostenuti da persone educate e coscienti.
La verità è che i cibi di provenienza animale come uova, pesce, carne, salumi, organi, insetti, burro, panna, strutto eccetera, sono ricchi di grassi saturi e di colesterolo che sono fondamentali per la salute umana e per assicurare la progenie.
Infatti questi alimenti contengono vitamine A, D e K che non si trovano negli alimenti di origine vegetale. Non possiamo pensare che migliaia di anni di co-evoluzione con questi alimenti possono semplicemente essere superati. Le tradizioni alimentari di tutte le popolazioni del mondo contenevano alimenti di origine animale. Dobbiamo iniziare a considerare i nostri antenati come persone sagge, che avevano acquisito conoscenze e tradizione per necessità di assicurare continuità alla loro popolazione.

Cosa significa per te accettare la morte come parte della vita?
Oggi nel mondo non si fa altro che parlare di sofferenze di ogni tipo, siamo rimpinzati di brutte notizie e per contro necessità abbiamo la tendenza a cercare la pace dello spirito, come tentativo di ritrovare la speranza per la vita. Voler evitare di contribuire alla morte ed alla sofferenza diventa una conseguenza naturale di questa condizione. La maggioranza delle persone sono distaccate della campagna, inoltre sempre più persone stanno diventando vegetariane/vegane e purtroppo questo porta alla nostra sofferenza fisica e psicologica ed eventualmente alla nostra morte.
La morte fa parte della vita, queste due forze devono essere equilibrate, e con questo intendo che tutti gli animali di allevamento devono vivere sani e felici, e il giorno che diventeranno carne saranno di contributo alla vita.

Come diffondi proposte differenti di produzione e di stile di vita?
Utilizzo ogni opportunità per divulgare e informare su questi concetti e non riesco a fermarmi perché considero tutto ciò urgente. Quando faccio formazione o consulenze, spiego i principi dell’ecologia e come questi avvengano in contesti agricoli, come possiamo sostenere queste forze costanti a nostro vantaggio. Per esempio: le radici trasudano delle sostanze nutritive ai microrganismi che in cambio regalano alle piante dei nutrienti solubili, e così possiamo scegliere di far ritornare questi microrganismi spesso mancanti nel terreno con compost o inoculi comprati, o per esempio piantare il sovescio in miscuglio invece di un mono-specie, favorendo così una nutrizione più ampia ai microrganismi benefici.
Provo il più possibile ad educare sui pro e i contro di ogni pratica, sapendo che non ne esiste una giusta o una sbagliata, ma che esistono solo conseguenze alle nostre azioni. Provo il più possibile a capire il contesto specifico in cui si trova l’azienda, considerando gli aspetti economici, sociali e ambientali attuali e così facendo propongo delle prove di cambiamento che credo essere irrinunciabili e con basso rischio economico. Abbiamo tutti un ruolo da svolgere nel creare un mondo migliore, a noi spetta di capire come realisticamente contribuire ad esso. Creare un gruppo di acquisto, comprare da un produttore locale e biologico, compostare i propri rifiuti organici, creare un orto (anche se piccolo), fare delle prove innovative in azienda, educarsi sull’alimentazione tradizionale e dei modelli di produzione rigenerativi.
Dobbiamo appropriarci dell’agricoltura, del cibo, e della nostra salute, perché da sempre l’umanità ha dovuto lottare per la propria sopravvivenza e non possiamo aspettarci che siano gli altri ad essere motivati dal cercare il nostro benessere.

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